Il weekend appena passato è stato caratterizzato da un tempo decisamente particolare, con temperature prossime allo zero che hanno permesso alla neve di fioccare a lungo. Una neve particolare però, non bianca e candida come ci si aspetterebbe, ma rossastra e “sporca” a causa della sabbia del Sahara. Così per ripararci e ritrovare un clima più da montagna ci dirigiamo verso La Scala Bistrot.

L’APPETITO VIEN MANGIANDO

Per cominciare al meglio un pranzo all’insegna della montagna non può mancare una selezione di formaggi. I formaggi sono vari ed uno più buono dell’altro. La pera che li accompagna è matura al punto giusto e di stagione, al contrario delle more che seppur buone sono decisamente fuori stagione. Ad accompagnare questo tagliere ci viene portato anche del pane che, sebbene abbia un aspetto invitante, purtroppo non è fresco di giornata. Per fortuna lo spritz che accompagna questo antipasto è buono e ben fatto.

Per me Valtellina vuol dire solo una cosa: pizzoccheri. Questa varietà di pasta simil tagliatelle preparata con farina di grano saraceno miscelata con altri sfarinati è forse uno dei piatti più iconici della montagna. In questo caso buono tutto, dalla consistenza della pasta al classico condimento a base di verze, patate e formaggio Casera. Unica pecca l’utilizzo eccessivo del pepe.

In alternativa ad un grande classico come i pizzoccheri si può optare per il risotto grotta e mele della Valtellina. Gusto e presentazione non deludono, con i pezzetti di mela che danno quel tocco in più in contrasto con il riso al dente.

Per i carnivori, viene proposto lo stinco di maiale servito con una patata cenere al mascarpone e ricoperto da salsa dello chef. La carne dello stinco è cotta veramente bene, rimanendo morbida e rosata all’interno. Purtoppo la salsa dello chef ha un marcato sentore di salvia che rovina il sapore naturale della carne. In aggiunta, la patata “cenere” sembra semplicemente una patata bollita e avvolta nella stagnola, senza per di più alcuna traccia di mascarpone come da menù.

Rivelazione interessante il dolce. Lo strudel viene rielaborato nelle sue componenti e presentato con la sfoglia richiusa come se fosse un cestino. I sapori delle materie prime usate si sentono alla perfezione e la base di crema alla vaniglia è l’accompagnamento più goloso per questo dessert.

ATMOSFERA, SERVIZIO E PREZZI

L’antica “Scala” è ormai solo un piacevole ricordo, lasciando spazio ad un bistot moderno ma curato in pieno stile montanaro. Si respira un’atmosfera calda e accogliente, sia che vi troviate al piano terra o nella sala al piano inferiore.

Il servizio, ad opera di un singolo cameriere che fa tutto, si può solo che definire gentile. Il ragazzo ce la mette tutta e risulta simpatico e genuino, trapiantato dalla calda Sicilia fin su in mezzo alle nevi livignasche. Purtroppo però mancano alcune nozioni base, come comunicare con la cucina e non far arrivare i piatti (primi e secondi) quando la gente sta ancora finendo gli antipasti.

Il prezzo risulta leggermente superiore alla qualità dei piatti ed al servizio, ma nulla che non si possa sistemare per riallineare il tutto. Insomma, qualche pecca ma l’attenzione verso il cliente si sente come dimostra il giro di digestivo offerto prima di pagare in cassa. In totale, per un pranzo come questo, si spendono 40€ a testa, coperto, acqua e bibita inclusi. Se siete curiosi potete sempre consultare il menù aggiornato sul loro sito.

INFO

La Scala Bistrot
Via Fontana 177, Livigno
[email protected]
tel. (+39) 0342 970 934
lunedì – domenica > 8:00 – 23:00