Nella stupenda cornice dell’altopiano di Castelluccio di Norcia, tristemente famoso per il devastane terremoto del 2016 ma anche per le prelibate lenticchie, proprio grazie a quest’ultime ogni anno si assiste ad uno spettacolo unico. Nei vasti campi dove questi legumi sono coltivati, da maggio a luglio sbocciano i fiori bianchi delle lenticchie, ma non solo. Una grandissima quantità di piante infestanti genera ogni anno uno spettacolo di colori senza eguali, dal rosso del papavero al blu del fiordaliso, l’ultimo a sbocciare rispetto agli altri perché più bisognoso di luce.

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Purtroppo però, il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno in cui poter ammirare questo spettacolo. A causa di contrasti tra gli agricoltori e la regione per la prossima rimozione dei tunnel, teloni installati nel 2017 post sisma e usati come depositi per lo stoccaggio di sementi e raccolto, senza però una nuova successiva re-installazione, la minaccia lanciata è quella d’interrompere le coltivazioni di lenticchie e quindi di fatto annullare la fioritura dal 2022 in poi.

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Se non volete perdervi questo spettacolo, nei primi due weekend di luglio dovrete prestare un pizzico di attenzione in più in quanto l’accesso alla piana sarà contingentato, salvo per bici e moto. Chi vorrà assistere alla fioritura dovrà sfruttare un sistema di parcheggi scambiatori messo in piedi dai comuni limitrofi per adeguarsi alle disposizioni della Prefettura di Perugia. In ogni caso, potrà accedere alla piana soltanto chi avrà riservato il proprio posto in prima fila attraverso la piattaforma ParchiAperti di FederParchi. Il biglietto è gratuito e permette l’accesso ad uno dei parcheggi (per auto e camper) disposti sulla corona dei piani da cui si potrà raggiungere la fioritura tramite il servizio navetta, a pagamento (5€ andata e ritorno), messo a disposizione dalla Regione Umbria. Di seguito trovate un’utile mappa per muovervi e raggiungere la zona.

Sull’altopiano oltre ai fiori c’è di più. Vi consiglio un salto in paese a Castelluccio dove poter trovare e acquistare prodotti tipici, mangiare un boccone e vedere la particolare Casa de Variste, unica rimasta in piedi post sisma e simbolo di resilienza, la cui facciata è stata dipinta quest’anno col tricolore.

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Per finire, sul lato di una delle montagne che proteggono i campi fioriti, si trova il Bosco Italia. Nel 1961, in occasione del primo centenario del Regno d’Italia, sul Pian Grande si tenne la Festa della Montagna per volontà del ministro Mariano Rumor, a quei tempi titolare del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e organizzata dal Corpo Forestale. A ridosso di Poggio di Croce, proprio sulla Piana, venne costruita una piccola edicola e sulle pendici della montagna furono piantate le conifere disegnando il profilo dell’Italia, in memoria del primo centenario dell’unità della Nazione. Le delle conifere, che inizialmente attecchirono con fatica, ma oggi formano il bel bosco a forma d’Italia che caratterizza il panorama.

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