L’Italia ed il suo patrimonio artistico sono spesso poco conosciuti e le iniziative per goderne di frequente sconosciute ai più. Ecco quindi che non appena sono venuto a conoscenza che la Pinacoteca di Brera è visitabile gratuitamente fino a fine 2020 (previa prenotazione online) non ho voluto farmi scappare quest’occasione. Se oggi possiamo visitare la Pinacoteca è merito anche di Fernanda Wittgens, prima donna a dirigere un museo statale in Italia, cui si deve la riapertura della Pinacoteca nel 1950 dopo i terribili bombardamenti del 1943 su Milano. Da due anni a questa parte, come conclusione perfetta del tour che può anche essere guidato tramite l’app izi.TRAVEL, si giunge ad un bar che deve il suo nome proprio alla storica direttrice. Ecco quindi che dopo Il bacio di Hayez si entra nel Caffè Fernanda.

L’APPETITO VIEN MANGIANDO

Un pranzo all’insegna dell’arte non poteva non iniziare se non con l’Uovo Perfetto. Questo antipasto nasce dalla volontà di trasmettere non solo visivamente ma anche tramite i sapori le opere presenti nella collezione della Pinacoteca di Brera. In questo caso l’opera in questione è la Pala di San Bernardino di Piero della Francesca, da cui vengono riprese la conchiglia e l’uovo. Nella variante attuale, il piatto si compone di una fonduta di caciocavallo su cui sono adagiati dei finferli che reggono la conchiglia di pasta sfoglia nella quale è inserito l’uovo cotto a 63° cosparso di bottarga di tonno. Tutti i sapori sono ben bilanciati e si sposano alla perfezione tra di loro rendendo questo piatto un must in questa location.

Tra i primi mi lascio incuriosire dalla semplicità di questo piatto di linguine con fave, guanciale e pecorino. La freschezza e morbidezza delle fave legano benissimo con il gusto deciso e la croccantezza del guanciale.

Una gustosa alternativa vegetariana è rappresentata da questa calamarata con sugo di pomodoro, melanzane fritte ed una spolverata di pecorino. Non fatevi ingannare dal nome, la calamarata è una specie di pasta ad anello spesso, spesso tinta con nero di seppia in modo da assomigliare ai calamari a fette proveniente da Napoli. Le melanzane sono fritte alla perfezione, senza essere zuppe d’olio, dando quel tocco in più a questo piatto.

ATMOSFERA, SERVIZIO E PREZZI

La cura nei dettagli e l’armonia che si respira sono impagabili. Credo non ci sia un altro bar in tutta Milano nel quale, mentre si sorseggia un espresso al bancone, si possa ammirare un quadro immenso come quello ritraente La conversione del Duca d’Aquitania di Pietro Damini.

Ma il quadro del Damini non è l’unica opera presenta nella sala interna del Caffè Fernanda. Infatti, all’interno trovano spazio anche Le tre Grazie di Bertel Thorvaldsen, il busto di Fernanda Wittgens di Marino Marini ed il suo ritratto eseguito da Attilio Rossi.

Se volete sfruttare al massimo le giornate di sole vi consiglio di sedervi nello spazio esterno. I camerieri sapranno aiutarvi in ogni esigenza con competenza e gentilezza anche riorganizzando la disposizione dei tavoli se necessario.

Il prezzo dei piatti è abbastanza sostenuto, nonostante sia giustificato dalla particolare cornice in cui ci si trova. In ogni caso le preparazioni e la qualità dei prodotti non si discutono. In totale, per un pranzo come questo, si spendono circa 31€ a testa, coperto (gratis) e acqua inclusi. Se siete curiosi potete sempre consultare il menù aggiornato sul loro sito.

INFO

Caffè Fernanda
Via Brera 28, Milano
[email protected]
tel. (+39) 345 050 4846
martedì – domenica > 9:30 – 18:30